Femminicidio, mai più donne “ferite a morte” (B2-C1)

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4 marzo 2014 di Paola Gagliano

L’hanno trovata in una pozza di sangue, nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Mozzate. Si chiamava Lidia e ad ucciderla è stato il suo ex compagno. Si allunga la lista delle donne uccise dal loro compagno. Ogni anno in Italia sono tante, troppe. 128 nel 2013. 124 nel 2012. Ed é di pochi giorni fa il caso di una ragazza di 19 anni, massacrata dal compagno e finita in fin di vita in ospedale. Dati preoccupatamente in ascesa che raccontano di una Italia dove ad alcune donne é negata la possibilità di scegliere, di scrivere e vivere la loro vita. Assieme ai dati drammatici delle donne uccise in Italia continuano a crescere, tuttavia, le iniziative di sensibilizzazione e denuncia contro il femminicidio da parte delle associazioni che da anni lavorano sulla violenza contro le donne. Il 25 novembre del 2012 tutte insieme hanno elaborato e redatto una convenzione contro il femminicidio e l’hanno chiamata “No More” perché non ci devono più essere donne picchiate, sfigurate e uccise dalla cieca violenza di un uomo.

pozza di sangue (pool of blood – flaque de sang) massacrata (slaughtered – massacrée) tuttavia (however -néanmoins) femminicidio (the killing of a woman – le meurtre d’une femme) picchiate (battered – battu) sfigurate (defaced – défiguré) cieca violenza ( blind violence –  violence aveugle)

Scarpe rosso sui gradini del Duomo di San Gimignano. Foto: Auser

Scarpe rosso sui gradini del Duomo di San Gimignano. Foto: Auser

“La violenza maschile sulle donne – si legge nel documento – non é una questione privata ma politica. É un fenomeno di pericolosità sociale, espressione del potere diseguale tra uomini e donne di cui il femminicidio é l’estrema conseguenza. La chiave del contrasto alla violenza sulle donne – secondo le prime firmatarie della convenzione che in un anno ha raccolto moltissime adesioni – é nel cambiamento radicale di cultura e mentalità, nell’uso non sessista del linguaggio anche nei media e nell’intervento delle istituzioni che sono tenute a prevenire, contrastare e proteggere con politiche attive tutta la popolazione”.

questione privata ( private matter – affaire privé) pericolosità sociale (social danger -danger social) diseguale (unequal – inégal) ha raccolto (has collected – a recueilli) sessista (sexist – sexiste) sono tenute ( are required – sont appelées) contrastare ( to combat – combattre)

Informazione, cultura e prevenzione dunque. É da qui che si deve partire per assicurare un futuro ed una vita libera da paure e abusi a moltissime donne italiane e non solo. E lo sa benissimo Serena Dandini, nota conduttrice televisiva che di questa battaglia ne ha fatto un’opera teatrale dal titolo tanto suggestivo quanto drammaticamente realistico “ Ferite a morte”. Nello spettacolo, che dopo un anno di successi in Italia é approdato anche all’estero – Washington, New York, Bruxelles  e Londra nel 2013- la Dandini racconta storie di donne brutalmente assassinate e lo fa alla sua maniera creando un corto circuito tra dramma e ironia che colpisce al cuore lo spettatore. http://www.feriteamorte.it/area-multimedia/video/ E lo cura dall’indifferenza.

assicurare (to ensure – assurer) conduttrice televisiva (tv presenter – présentateur de television) tanto suggestivo quanto (as evocativ as – si suggestive que) è approdato (was brought – est arrivé)  alla sua maniera (in her own way – à sa manière) corto circuito (short circuit -court_circuit) cura (cures – guérit)

Ferite a morte a Londra

Ferite a morte a Londra

Proprio come le centinaia di “Scarpe rosse in cammino” dell’installazione di arte pubblica dell’artista messicana Elina Chauvet che, nel corso del 2013, hanno macchiato del colore del sangue moltissime piazze italiane tra cui San Gimignano dove cinquecento scarpe rosse, raccolte dall’Auser in tutta Italia, hanno colorato i gradini del Duomo in una commovente camminata di donne che, purtroppo, non ci sono più. Un progetto che Elina Chauvet sta portando in giro per il mondo anche in nome di sua sorella uccisa in Messico da suo marito proprio come Loredana, Emiliana, Anna, Luciana, Deborah, Silvia………………………………………………….No More!

Proprio ( exactly – précisément) hanno macchiato (have blotted – ont salit) commovente (touching – touchante)

Pillole grammaticali: la formazione degli avverbi

L’avverbio serve a modificare o a riforzare il significato di alcune parti del discorso come aggettivi, verbi, nomi, avverbi o frasi intere. Ci sono parole che hanno solo funzione di avverbio (qua, ora, mai sempre, ancora ecc..) mentre ci sono avverbi derivati che si formano aggiungendo un suffisso ad un aggettivo

Es: Dati preoccupatamente in ascesa – drammaticamente realistico

Esistono due suffissi per la formazione degli avverbi derivati: –mente e –oni

Gli avverbi in mente si formano aggiungendo il suffisso all’aggettivo

– se l’aggettivo finisce in o, l’avverbio si forma con la forma al femminile dell’aggettivo a +mente

Es: drammatico = drammaticamente

certo = certamente

– se l’aggettivo finisce in e l’avverbio si forma aggiungendo mente alla forma singolare dell’aggettivo

Es: prepotente = prepotentemente, veloce = velocemente

– se l’aggettivo termina in -le, -lo, -re, -ro l’avverbio si forma facendo cadere la vocale e aggiungendo -mente

Es: uguale = ugualmente singolare =singolarmente

Ci sono alcune eccezioni: altro= altrimenti, pari=parimenti, violento=violentemente

Gli avverbi in -oni si formano aggiungendo il suffisso ad un nome o a un verbo per indicare un modo di stare o procedere

Es: bocca = bocconi, carpare = carponi, tentare = tentoni

Ecco un link per approfondire l’argomento ede esercitarsi un po’:

http://www.treccani.it/enciclopedia/avverbi_(Enciclopedia_dell’Italiano)/

http://www.loescher.it/download/innovando/itastra/Scheda36_Avverbi.pdf

Buon lavoro!

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