Anna Maria Mozzoni, una penna al servizio delle donne

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8 marzo 2014 di Paola Gagliano

Anna Maria Mozzoni

Anna Maria Mozzoni

Che fa la penna in mano a una donna se non serve alla sua causa come quella di tutti gli oppressi”. Anna Maria Mozzoni, militante, femminista e patriota la penna la usó molto. Instancabile giornalista scrisse, libri, relazioni, saggi, lezioni, articoli. E tutti con un unico obiettivo: l’emancipazione della donna. Nata nel 1837 a Milano, Anna maria Mozzoni visse attivamente gli anni del Risorgimento italiano battendosi al tempo stesso per la Patria e per le donne. Convinta mazziniana,  fece suo il progetto di una repubblica unita e composta di cittadini liberi ed eguali, concentrandosi sui temi dell’emancipazione femminile e l’uguaglianza dei diritti tra donne e uomini. Nata in una famiglia di origine aristocratiche ma di modesta ricchezza, la Mozzoni, dopo un’esperienza in collegio che rinforzó le sue idee femministe e patriote, si formó leggendo i libri degli illuministi francesi e lombardi e cominció, da subito, ad associare ai valori del risorgimento politico quelli del risorgimento femminile.

se non serve (if it isn’t of service – si ce n’est pas utile) militante (activist -activiste) instancabile (tireless – infatigable) saggi (essays – essais) obiettivo (purpose – but) al tempo stesso (at the same time – en même temps) convinta mazziniana (committed to Mazzini’s political ideas- dévouué à la politique de Mazzini) concentrandosi (focusing – en se concentrant) ricchezza (wealth – richesse) rinforzó (reinforced -renforcé) da subito (immediately – toute de suite)

Fu proprio negli anni dell’attivismo accanto a Mazzini che Anna Maria Mozzoni scrisse la sua opera più celebre della quale quest’anno ricorre il 150° anniverseraio della pubblicazione: La donna e i suoi rapporti sociali. Dedicata alla madre – che ebbe il merito di allevarla nel libero pensiero – in questa prima opera la Mozzoni non esita a rimproverare ai suoi amici repubblicani l’idea conservatrice che limita l’agire della donna all’interno della famiglia: “non dite più che la donna é fatta per la famiglia…. – ammoniva la Mozzoni – …ella esiste nella famiglia, nella città… negare alla donna una completa riforma nella sua educazione, negarle più ampi confini all’istruzione, negarle un lavoro, – si legge ancora nel libro – negarle un’esistenza nella città, una vita nella nazione, un’importanza nell’opinione non é più cosa possibile”.

Giuseppe Mazzini

Giuseppe Mazzini

proprio (precisely – exactement) opera (work – œvre) allevarla (to raise her – l’élever) rimproverare (to reprimand -réprimander) l’agire (the act – l’action) ammoniva (warned – averti) confini (boundaries – limites)

Idee chiare e dirompenti quelle di Anna Maria Mozzoni che sul finire dell’ottocento e gli inzi del novecento diventó una figura chiave del femminismo italiano. Nel 1877 presentó una mozione al Parlamento italiano per il voto politico alla donne, l’anno seguente  rappresentó l’Italia al congresso internazionale per i diritti delle donne a Parigi e nel 1879 fondó un’associazione indipendente collegata al movimento socialista, la Lega promotrice degli interessi femminili. Abbandonato il mazzinianesimo, la Mozzoni, abbracció, infatti, il socialismo e si batté per la tutela delle donne lavoratrici. Una battaglia che la portò anche ad un aspro confronto con Anna Kuliscioff sulle proposte legislative di tutela del lavoro femminile che avrebbero, secondo la Mozzoni, discriminato le donne contribuendo a considerare il lavoro femminile di grado inferiore e a legittimare differenze salariali.

dirompenti (shattering -boulversant) collegata (related – relié) si batté (fought – se battait) tutela (protection) aspro (bitter -amére) contribuendo ( contribuiting to  – en contribuant) grado (level – niveau) differenze salariali (wage differences – différences de salaire)

Anna Kuliscioff

Anna Kuliscioff

Ma la battaglia più importante per la Mozzoni fu, senza dubbio, quella per il diritto di voto alle donne. Un’altra petizione per il voto, firmata da venti donne prestigiose, tra cui una giovanissima Maria Montessori, venne presentata al Parlamento nel 1906. Senza esito. Anna Maria Mozzoni mori nel 1920 senza aver mai potuto esercitare il diritto di voto. Le donne italiane anadarono per la prima volte alle urne, solo dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946, ma molte delle battaglie della Mozzoni sono purtroppo ancora attuali. Le donne in Italia continuano a guadagnare meno degli uomni e solo il 9% ricopre ruoli di comando in aziende pubbliche e private. Un dato negativo a cui si sta cercando di porre rimedio con l’approvazione di leggi che promuovono l’uguaglianza tra i generi. Ultima la legge 120 che sancisce l’applicazione delle quote di genere nei consigli di amministrazione delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni a livello centrale, regionale e locale. Una legge molto discussa perché secondo alcuni metterebbe in ombra i meriti di molte donne per ricoprirre certi ruoli. Un tema quest’ultimo che, senza dubbio, avrebbe ispirato la penna di Anna Maria Mozzoni.

diritto di voto (right to vote – le droit de vote) petizione (petition – pétition) firmata (signed – signée) senza esito (to no avail – en vain) esercitare diritto di voto (to excersize the right to vote – excersize le droit de vote) urne (ballot boxes – urnes) purtroppo (unfortunately – malheureusement) attuali (relevant today – toujours d’actualité) guadagnare (to earn – gagner) ricopre (holds – tient) comando (leadership) uguaglianza tra i generi (gender equality -égalité des sexes) sancisce (ratifies -ratifie) consigli d’amministrazione ( boards of directors – conseils d’administration) controllate (subsidiares -filiales) metterebbe in ombra (it would overshadow – éclipserait)

Pillole grammaticali: Posizione dei pronomi

I pronomi diretti e indiretti, di norma, precedono il verbo:

…la penna la usó molto

Ma ci sono dei casi in un cui formano una sola parola con il verbo stesso:
–  con i verbi coniugati all’imperativo diretto, cioè con l’imperativo con il tu, con il noi e con il voi:

Es: Rispondimi subito – Mangiala adesso

-con i verbi nella forma dell’infinito e del gerundio, formano una sola parola, ma  i pronomi indiretti (mi, ti vi, ci, le) possono anche precedere il verbo

Es: ebbe il merito di allevarlanegarle l’esistenza nella città

Puoi passarmi il sale? Mi puoi passare il sale

– nelle costruzioni verbali fare + infinito i pronomi precedono il verbo fare.

Es: Voi gli fate sempre dei favori

Ma se il verbo fare è all’infinito o al gerundio  il pronomepuò formare una sola parola con il verbo fare oppure preceder il verbo reggente.

Es: Voi dovete fargli sempre dei favori oppure Voi gli dovete fare sempre dei favori

Es Voi gli state facendo un favore oppure Voi state facendogli un favore

I pronomi indiretti

I pronomi indiretti si usano naturalmente con tutti i verbi che reggono un dativo (una nome preceduto normalmente dalla preposizione “a”). In particolare si trovano perciò vicino a verbi che indicano “comunicazione”: parlare, telefonare, dire, domandare, scrivere, rispondere, chiedere ecc.

Molto frequentemente i pronomi indiretti si trovano però anche in compagnia di verbi come: bastare, dispiacere, fare piacere, convenire, interessare, piacere, servire e sembrare

Si tratta di verbi usati spesso in terza persona (singolare e plurale), anche se l’uso in altre perone è assolutamente possibile:

Es: Mi piace la pizza – Le basta una telefonata, Le sembra poco corretto

I pronomi indiretti, insieme con la terza persona del verbo andare, danno a questo verbo il significato di “avere voglia, desiderare, gradire”.

Es: Ti va un gelato – ti vanno le polpette

Vi va un gelato – vi vanno le polpette

Le va un gelato – le vanno le polpette

mi va un gelato – Mi vanno le polpette

Ecco alcuni link per esercitarsi un po’:

http://www.italianonline.it/pronomidirindir1.htm

http://parliamoitaliano.altervista.org/pronomi-diretti-e-indiretti-2/

http://www.oneworlditaliano.com/corso-di-italiano/esercizi-corso-di-italiano/corso-di-italiano-

18.aspxhttp://www.cyberpoet.com/italia/LeLingue/italiano/LaGrammatica/esercizi/pronomi/

Buon lavoro!

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