L’Italia unita a tavola con Artusi (B1-B2)

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11 marzo 2014 di Paola Gagliano

Artusi_1a_ed[1]

Chef dilettanti cercasi. Aperte le iscrizioni al Premio Marietta, concorso indetto dal Comune di Forlimpopoli nell’ambito della 18° edizione della Festa Artusiana che si svolgerà dal 21  al 29 giugno per ricordare il famoso concittadino gastronomo e la sua governanate Marietta Sabatini. Connubio ideale di formule, odori, colori e sapori. È questa la cucina secondo Pellegrino Artusi, scrittore e critico lettarario italiano che, sul finire dell’800, ha conosciuto la fama come gastronomo con la pubblicazione del manuale “La scienza della cucina e l’arte di mangiare bene”, un libro che ancora oggi campeggia nelle cucine dei migliori chef italiani e stranieri. Secondo Artusi la creatività dell’arte e l’esattezza della scienza non sono in contrasto ma vivono in perfetta comunione tra fornelli e pentole dove, mescolati con sapienza e precisione gli ingredienti, nascono piatti capaci di deliziare gli occhi e il palato di chi li mangia

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Dilettanti (amateurs) Connubio (combination), odori (smells -odeurs), sapori (flavors –gouts/arome) Per (according to- selon), conosciuto (known – connu) , campeggia ( here: to enthrone – se tient toujours)  esattezza: (accuracy -précision), fornelli: (stoves -fourneaux),  pentole (saucepans -casseroles), mescolati: (mixed – melangé)

Pellegrino Artusi
Nato nel 1820 a Forlimpopoli, comune che si trova lungo la via Emilia tra Forli e Cesena, Artusi fu insieme un amante delle tradizioni e un esaltatore del progesso, un fautore del metodo scientifico e un appassionato di letteratura. Ingredienti della sua personalità che si fondono in “La scienza della cucina e l’arte di mangiar bene” in cui ogni ricetta della tradizione culinaria italiana fu testata scientificamente nella cucina della sua casa di Firenze dai suoi due cuochi, Marietta Sabatini e Francesco Ruffilli. Il manuale di Artusi, pubblicato qualche anno dopo l’unità d’Italia, é, per questo, riconosciuto dai critici non solo come un manuale di cucina ma come una vera e propria opera letteraria che contribui a cementare l’unificazione d’Italia ponendo le basi per la formazione di una cucina nazionale e della lingua italiana.

Pellegrino Artusi

Pellegrino Artusi

comune (municipality – municipalité), si trova (located – situé), lungo (along le long) insieme (both…a –  à la fois), si fondono (fondere: to merge – : se meler), per questo (for this reason – pour cela), vera e propria (true – veritable), cementare (lit. to cement, here to reinforce – cimenter/ renforcer), ponendo le basi (laying the foundations – en ponant les fondations)

La festa
Dal 1997 Forlimpopoli, in onore di Pellegrino Artusi, celebra la Festa Artusiana, una manifestazione dedicata al cibo e a tutto quello che gli ruota intorno: gastronomia, cultura, arte e spettacolo. E ogni anno nel corso delle celebrazioni vengono assegnati due premi, il premio “Pellegrino Artusi” a un personaggio che si sia distinto “per l’originale contributo dato alla riflessione sul cibo, e il premio Marietta, cuoca di Artusi, assegnato ad una donna o ad un uomo “abile artefice di ghiottonerie domestiche”.

Rolando Repossi, vincitore del premio Marietta 2013

Rolando Repossi, vincitore del premio Marietta 2013

Dal (since – depuis), cibo (food- nourriture), tutto quello che (everything that – tout ce qui), ruota intorno (revolves around it – tourney autour) spettacolo (entertainment –divertissement), nel corso di (during – pendant), premi (awards –prix), abile artefice (skilfull craftsman –habile artificers)

Il museo
Ma Forlimpopoli fa molto di più per non disperedere il patrimonio culturale e culinario costruito da Artusi. Nel 2007 é stata inaugurata “Casa Artusi” il primo museo vivo della cucina ” – nelle parole di Alberto Capatti, curatore dell’edizione 2010 del manuale di Artusi – un museo aperto a tutti coloro che, amano ancora cingere un grembiule, sedersi a tavola e restarci il meglio possibile. È la casa non solo della memoria e della fama, ma dell’appetito. Situata nel centro storico di Forlimpopoli in un antico convento sapientemente ristrutturato, Casa Artusi, nata dalla volontà dell’Amministrazione Comunale di Forlimpopoli , é il primo “Centro di cultura gastronomica” dedicato alla cucina di casa. Nel corso dell’anno si possono seguire corsi di cucina e confernze o, più semplicemente, visitare la bottega dove sono in vendita oggetti ed utenisili da cucina e varie edizioni, anche in lingua straniera, di “La scienza della cucina e l’arte di mangiare bene”.

Disperdere ( to disperse – disperser), da (by – par), cingere (to embrace – entourer), grembiule (apron –tablier), sapientemente (wisely – magnifiquement),  dalla volontà (from the desire – de la volonté),  seguire (to follow –assister), in vendita (on sale – en vente)

Castello Forlimpopoli

Castello Forlimpopoli

Il ristorante
E per chi volesse assaporare il gusto antico delle ricette di Pellegrino Artusi, da qualche anno é aperto il ristorante Casa Artusi, che, coerente con la filosofia artusiana e il territorio che lo ospita, porta in tavola con buon gusto la “cucina domestica’. Protagoniste principali nella ristorazione di Casa Artusi sono le ricette della tradizione emiliano-romagnola, servite con grande attenzione alla stagionalità e alla qualità delle materie prime.
Particolarmente interessante é anche la biblioteca dove sono raccolti tutti i volumi che Pellegrino Artusi ha donato al comune di Forlimpopoli, tutte le edizioni de “La Scienza in Cucina”, la letteratura sull’Artusi e la “Raccolta di gastronomia italiana”, collezione storica e moderna di libri, riviste, documenti multimediali di argomento gastronomico.
Un patrimonio letterario e culinario immenso a cui il buongustaio-lettore deve avvicinarsi tenendo in mente una delle regole dettate dall’Artusi nel suo decalogo: “Diffidate dei libri di cucina (anche del mio). Diffidate dei libri che trattano di quest’arte: sono la maggior parte fallaci o incomprensibili… al più… potrete attingere qualche nozione utile quando l’arte la conoscete” . Allora per cominciare a cucinare e sprimentare come l’Artusi ecco una delle sue ricette. Buon appetito.

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Assaporare (to savor – savourer) , coerente (consistente with – conforme à), servite (served – servi), materie prime (raw materials – matières premières), biblioteca (library –biblioteque),  avvicinarsi (to approach – aborder), tenendo in mente (keeping in mind – en gardant à l’esprit), diffidate (diffidare: beware méfiez-vous), fallaci (deceptive – trompeuses), attingere (to draw a few concept – dessiner une notion)

Zuppa di zucca gialla
Un chilogrammo di zucca gialla, sbucciata e tagliata a fette sottili. Mettetela a cuocere con due mestoli di brodo vegetale e poi frullatela.
A parte fate un roux con 60 grammi di burro e dua cucchiaiate di farina e quando avrà preso il colore biondo aggiungete il brodo ed infine la zucca frullata.
Mescolate e se necessario aggiungete dell’altro brodo. Salate e pepate. Versate la zuppa sopra ai dadini di pane precedentemente fritto e portata in tavola con parmigiano grattato a parte.

Zucca (pumpikinpotiron), sbucciata (sbucciare: peeled – épluché), tagliata a fette (sliced – coupé en tranche), burro (butter – beure), farina (flour – farine), versate (versare: pour it – verser), dadini (dices –cubes)

Pillole grammaticali: Posizione degli aggettivi nella frase

Pellegrino Artusi, scrittore e critico lettarario italiano che, sul finire dell’800, ha conosciuto la fama come gastronomo con la pubblicazione del manuale “La scienza della cucina e l’arte di mangiare bene”, un libro che ancora oggi campeggia nelle cucine dei migliori chef italiani e stranieri

Avremmo potuto dire: italiano scrittore e critico letterario? la risposta è no. E non avremmo potuto dire neanche migliori, italiani e stranieri chef.

Il  posizionamento degli aggettivi in una frase non risponde ad una regola precisa. In italiano gli aggettivi li possiamo trovare prima e dopo il nome a cui si riferiscono. Ci sono, tuttavia, dei casi in un cui la posizione dell’aggettivo modifica il senso della frase.

Es: Un vecchio amico/ Un amico

Nel primo esempio l’aggettivo non qualifica l’età anagrafica della persona, ma le sue qualità relazionali,  nel secondo caso si parla invece di una persona avanti con gli anni.

Biosogna dunque fare molta attenzione. Eccovi una piccola regola che può aiutarvi e che ho tratto dal sito dell’Accademia della crusca: http://www.accademiadellacrusca.it

Più la qualità espressa dall’aggettivo è oggettiva (ad esempio i colori, gli stati fisici, ecc.) tanto più la posizione dell’aggettivo è fissa (es: una rosa gialla, un bambino malato) mentre all’aumentare della soggettività, quindi con aggettivi che esprimono apprezzamenti e considerazioni del parlante, la mobilità aumenta (un bell’uomo, un uomo bello).

E per chi volesse approfondire ecco un altro sito molto utile:

http://www.treccani.it/enciclopedia/aggettivi_(Enciclopedia_dell’Italiano)/#

Buon lavoro!

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