Il paparazzo era in origine un albergatore calabrese (C1-C2)

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31 marzo 2014 di Paola Gagliano

Rino Barillari, il più famoso paparazzo italiano

Rino Barillari, il più famoso paparazzo italiano

“Fotoreporter sempre a caccia di foto sensazionali, soprattutto per giornali di cronaca rosa e scandalistici”. È questa la definizione di paparazzo, parola italiana che non ha bisogno di traduzione perché usata in tutte le lingue del mondo.

giornali di cronaca rosa e scandalistici (gossip magazines and gutter press – magazine à ragots – journeaux à sensation)

Ma qual è l’origine di questa parola? Che cosa è veramente un paparazzo? Per rispondere a queste domande bisogna tornare indietro nel tempo. Agli anni de “La dolce vita”, uno dei più bei film della cinematografia italiana, che valse un Oscar a Federico Fellini e a cui non ha negato di essersi ispirato Paolo Sorrentino il cui film “La Grande Bellezza” quest’anno ha vinto l’Oscar nella sezione “miglior film straniero”.

cinematografia (film industry -industrie cinématographique) valse (earned – a valu)

“La Dolce vita”, che per molti segna il passagio di Fellini dal cinema neorealistico ai film d’arte, è una pellicola ad episodi con un unico protagonista, Marcello Rubini, giornalista cinico e disincantato sempre a caccia di servizi scandalistici . Ad accompagnarlo nelle sue avventure nel mondo della dolce vita romana, il suo fotoreporter di fiducia, Paparazzo appunto.

Federico Fellini

Federico Fellini

 

segna (marks – marques) pellicola (film) cinico e disincantato (cynical and disenchanted -cynique et désenchanté) a caccia (on the hunt – à la recherche) servizi scandalistici (yellow journalism services – services de journalism à sensation) fotoreporter di fiducia (trusted phtojournalist – fiable photo journalist)

La nascita del termine paparazzo si deve, dunque, a Federico Fellini che chiamando cosi uno dei protagonisti del suo film legò indissolubilmente questo nome a quello di un fotoreporter senza scrupoli e invadente.  Ma perché Federico Fellini scelse questo nome? Diverse sono le tesi. C’è chi sostiene che fu la moglie Giulietta Masina a suggerirglielo, mettendo insieme due parole “pappataci”, ovvero zanzare, e “ragazzi”. Altri che fu Ennio Flaiano, coautore della sceneggiatura, il quale descrivendo i fotografi, paragonò l’obiettivo della macchina fotografica all’apertura e chiusura delle valve delle vongole, “paparazze” in dialetto abruzzese, e per estensione al personaggio dietro la fotocamera.

si deve (we owe to – on doit à) legò indissolubilmente (united inextricably – uni inextricablement) senza scrupoli e invadente (unscrupulous and intrusive – sans scrupules et intrusive) diverse sono le tesi (there are several arguments -il y a plusieurs arguments) sostiene (asserts – soutiennent) mettendo insieme (combining – en combinant) ovvero zanzare (in other words mosquitos – autrement dit mousiques) sceneggiatura (screenplay -scénario) pargonò l’obiettivo (compared the lens – a comparé l’objectif) valve delle vongole (valve of the clam -vanne de la palourde) per estensione (by extension – par extension)

Waltter Santesso, paparazzo in La dolce vita

Waltter Santesso, paparazzo in La dolce vita

Ma la tesi più accreditata é quella per cui Fellini trasse il nome dal libro che stava leggendo al momento della scrittura della sceneggiatura: “Sulla riva dell Jonio” di George Gissing. In quel libro, infatti, lo scrittore-viaggiatore inglese racconta di un suo pernottamento, nel 1897, nell’albergo Centrale di Catanzaro e ne descrive il proprietario, un cerimonioso albergatore dal nome altisonante, quale Coriolano Paparazzo, che raccolse subito le sue simpatie per aver affisso alla porta della stanza dei suoi clienti, un buffo invito ad utilizzare il ristorante dell’albergo. Un avviso in cui Coriolano Paparazzo, preoccupato per l’agguerrita concorrenza, invitava gli ospiti a non “disdegnare” il ristorante dell’hotel e che colpi a tal punto lo scrittore che lo annotò sul suo taccuino e lo scrisse nel suo libro.

la tesi più accreditata (the most accepted theory – la theorie plus accepté) trasse (took – a pris) pernottamento (overnight – nuit) cerimonioso (ceremonious – de céremonie) altisonante (bombastic -grandiloquent) raccolse (raised – recuilli) affisso (posted – posté) buffo (funny -drôle) agguerrita concorrenza ( fierce competition – concurrence féroce) disdegnare (despise – mépriser) colpi a tal punto (stroke the writer to such an extent – a frappé l’écrivain a tel point que) annotò (wrote down – a noté) taccuino (notebook – cahier)

 

Panorama di Catanzaro

Panorama di Catanzaro

Un episodio che colpi anche Federico Fellini che decise di chiamare il suo personaggio proprio Paparazzo. Da allora il termine Paparazzo è diventato di uso comune in quasi tutte le lingue del mondo. I giornali di tutto il mondo parlarono dei paparazzi quando la principessa Diana morí in un incidente stradale a Parigi.

Fellini, insomma, nella Dolce vita che è un inno al mondo sotto i riflettori e le cineprese, trasformando il nome dell’albergatore catanzarese in nome proprio, creò il prototipo del fotografo d’assalto.

Paparazzo non è, tuttavia, l’unico neologismo nella lingua italiana che si deve a Fellini e alla Dolce Vita. In quel film, infatti, Marcello Rubini (Marcello Mastroianni) indossava dei maglioni a collo alto che tutti gli italiani, da allora, hanno cominciato a chiamare alla dolcevita. Fellini fu dunque un grande maestro de cinema capace di raccontare la realtà del suo tempo riuscendo a lasciare un‘impronta della sua opera persino nel linguaggio comune degli italiani e del mondo intero.

è diventato di uso comune ( has become commonly used – est devenu couramment utilisé) riflettori e cineprese (spotlights and cameras) trasformando (changing – en changeant) indossava (wore -portait) a collo alto (turtlenecks – à col roulé) impronta (imprint-empreinte)

 

Pillole grammaticali : Infatti, insomma, dunque, quindi, tuttavia

Spesso in italiano, tanto all’orale quanto allo scritto, utilizziamo piccole parole che rafforzano il senso di quello che stiamo dicendo, che ci permettono di esprimere disaccordo o un’alternativa.

Vediamone alcune:

INFATTI: si usa per dare più forza ad un’affermazione fatta da noi o confermare quanto dice il nostro interlocutore

Es: In quel film, infatti, Marcello Rubini (Marcello Mastroianni) indossava dei maglioni a collo alto

In quel libro, infatti, lo scrittore-viaggiatore inglese racconta di un suo pernottamento

Molti studenti non amano fare i riassunti.

Infatti!

 

 INSOMMA : si usa per introdurre una conclusione, per esprimere irritazione o parziale disaccordo

Es: Fellini, insomma, nella Dolce vita che è un inno….

Insomma, basta chiacchierare

-Sei d’accordo con chi dice che il film non è bello

Insomma!

 

 ALLORA: è un avverbio di tempo e si usa per indicare un momento o un tempo preciso

Es: da allora, hanno cominciato a chiamarlo alla dolcevita

Ma può anche introdurre un argomento

Es: Allora che ne dite di una birra

E può introdurre una conclusione

Es: Se non mi chiami allora vuol dire che non vieni

 DUNQUE: significa di conseguenza

Es: Maria è molto studiosa, dunque è possibile che abbia il massimo dei voti

La nascita del termine paparazzo si deve, dunque, a Federico Fellini

 QUINDI: significa percio’, di conseguenza. Quindi è simile a dunque, ma più leggero, per questo si usa di più nella lingua parlata

Es: Non voglio vedere Giuseppe, quindi non verrò

 TUTTAVIA: significa ma, però e conferisce valore avversativo ad una frase

 

Es: Non mi piace la tua idea, tuttavia ti aiuterò

Paparazzo non è, tuttavia, l’unico neologismo nella lingua italiana

OVVERO: Ovvero può essere usato in senso esplicativo: spiegare meglio una frase o una parola

Es: mettendo insieme due parole “pappataci”, ovvero zanzare

O in senso disgiuntivo: uguale ad oppure

Es:Il modulo va compilato a penna ovvero con la macchina da scrivere

Per approfondire l’argomento vi consiglio questo link

http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=1342

e quest’altro per esercitarsi un po’

http://esercizi.clessidra.eu/connettivi.html

Buon lavoro!

 

 

 

 

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2 thoughts on “Il paparazzo era in origine un albergatore calabrese (C1-C2)

  1. Carissima Paola, è veramente un gran piacere aprire il tuo sito (?) ovvero il tuo blog (?). Nell’occasione il piacere si è accompagnato alla sorpresa che ci hai voluto fare, sorpresa piacevolissima almeno per noi per i quali la “piccola città” (giusto per dirla con il grande Guccini) ci è sempre tanto cara. Conoscevo quella storia che hai brillantemente raccontato. E per ricambiare voglio proporti, di quel grande viaggiatore, una riflessione – contenuta nella opera Sua da te citata – che ha a che fare con il costume degli italiani. A me sembra che quella riflessione sia più attuale che mai: “Tutte le colpe degli italiani sono perdonate appena la loro musica risuona sotto il loro cielo. Ci si ricorda di tutto quello che hanno sofferto e di tutto quello che sono riusciti a fare malgrado i torti ricevuti. Razze brute si sono gettate, una dopo l’altra, su questa terra dolce e gloriosa; la sottomissione e la schiavitù sono state, attraverso i secoli, il destino di questo popolo. Dovunque si cammini, si calpesta sempre terreno che è stato inzuppato di sangue. Un dolore immemorabile risuona anche attraverso le eccitanti note della vivacità italiana. È un paese stanco e pieno di rimpianti, che guarda sempre indietro, verso le cose del passato; banale nella vita presente e incapace di sperare sinceramente nel futuro.(…). È legittimo condannare i dirigenti dell’Italia, quelli che s’incaricano di plasmare la sua vita politica e sconsideratamente la caricano di pesi insopportabili”. Attuale non ti sembra? E poi ci si ritrova – per nostra fortuna – un Sorrentino che prova ad illuminare la bellezza che ci circonda. De’ “La grande bellezza” ne ho scritto anch’io il 26 di maggio dello scorso anno. Quell’opera cinematografica mi ha letteralemente “stregato”. L’ho vista e rivista più volte e sempre nel ripetersi della sua visione ho avuto modo di scoprire particolarità che mi erano prima sfuggite. Sino a ieri quel mio post su http://www.ilcavalierdelamancia.com deteneva la prima posizione tra i cosiddetti “post più popolari”. Poi è stato scalzato da quella posizione da un post che affronta il tema delle prossime “elezioni europee”. Non posso che incoraggiarti nel tuo impegno in rete. Saluti carissimi. aldoettorequagliozzi

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  2. Paola Gagliano ha detto:

    Grazie per l’attenzione che riserva la mio blog. Ha perfettamente ragione, la descrizione che Gissing fa degli italiani è drammaticamente attuale, purtroppo. C’è da sperare che presto oltre a bearsi del passato glorioso gli italiani riescano anche a costruire un futuro migliore per sé e per i propri figli. A presto!

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