Riforma lavoro, battaglia in Senato mentre gli italiani studiano meno (B2-C1)

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23 aprile 2014 di Paola Gagliano

È approdata ieri alla Camara dei Deputati la riforma del lavoro del governo Renzi che, se approvata, darà ossigeno all’asfittico mercato del lavoro italiano. Il suo percorso legislativo non si preannuncia, tuttavia, semplice. I malumori nella maggioranza sono tanti e schivato, grazie al voto di fiducia, il rischio della non approvazione alla Camera, Renzi vedrà la battaglia spostarsi al Senato, dove il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e Scelta Civica di Mario Monti hanno assicurato che daranno battaglia per far modificare il testo e ripristinare la versione licenziata dal governo.

Un corteo di giovani disoccupati

Un corteo di giovani disoccupati

approdato (arrived – arrivé) approvato ( adopted – adopté) asfittico (oppressed – opprimé/asphixyé) preannuncia (promises – s’annonce) malumori (disagreements – désaccords) schivato (avoided – esquivé)spostarsi (move – se déplacer) daranno battaglia ( will battle – se batteront) ripristinare ( restore – restaurer) licenziata (approved – autorisée)

La Commissione parlamentare sul Lavoro ne ha, infatti, modificato alcuni punti su cui non sono d’accordo due dei partiti che sostengono il governo Renzi. In particolare NCD e Scelta Civica hanno duramente criticato la riduzione del numero delle proroghe possibili per i contratti a tempo e l’introduzione dell’obbligo di assunzione a tempo indeterminato per i datori di lavoro che stipulano contratti a termine superando il tetto del 20%. Modifiche, che secondo il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, non stravolgono i contenuti fondamentali del testo la cui ispirazione di fondo “è quella di dare una risposta urgente alla necessità di rilanciare l’occupazione”. Ma gli esponenti di centrodestra della coalizione di governo non la pensano così e ieri non hanno esitato a dire che non avrebbero votato il provvedimento se non fosse stato ripristinato il testo licenziato dall’esecutivo. Minacce che hanno costretto il Presidente del Consiglio a porre la fiducia sul decreto, incassando il voto positivo degli alleati che promettono però di dare battaglia al provvedimento in Senato.

il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti

il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti

modificato (changed – changé) sostengono (supporting – soutenant) duramente (harshly – sévèrement) proroghe (extensions) contratti a tempo ( fixed-term contrats – contrats à durée déterminée) assunzione (hiring -embauche) superando (exceeding – dépassant) stravolgono (change – modifient) rilanciare (to boost – relancer) provvedimento (measure –mesure) minacce (threats – menaces) hanno costretto (have forced – ont forcé) incassando (lett: cashing/encaissant, here obtaining – obtenant)

La discussione sul lavoro apertasi ieri alla Camera sembra, dunque, destinata ad inasprirsi proprio mentre l’Istat (Istituto di statistica italiano) pubblica una fotografia drammatica dello stato di salute delle famiglie italiane. In un anno è raddoppiato il numero delle famiglie senza alcun reddito da lavoro. Sono oltre un milione e la metà è costituita da famiglie monoparentali, in cui il genitore è nella maggior parte dei casi la mamma.

Sembra destinata ad inasprirsi (seems likely to embitter- semble être susceptible de s’envenimer) proprio mentre (just as – juste quand) è raddoppiato (has doubled- a doublé) reddito da lavoro (earned income – revenu de travail) famiglie monoparentali (single-parent families – familles monoparentales) maggiorparte dei casi (most cases – la plupart des cas)

La Camera dei Deputati

La Camera dei Deputati

Un dato allarmante che si unisce a quello di inizio aprile sulla disoccupazione, giunta al 13% per i lavoratori e al 43% per i giovani, mai così alta dal 1977. Il lavoro in Italia è, quindi, la prima emergenza soprattutto tra i più giovani. Sono moltissimi gli under trenta che cercano un lavoro e non lo trovano e tanti sono anche quelli che, ormai, non lo cercano più. La speranza per molti è stata soppiantata dalla rassegnazione, in una sorta di stato depressivo collettivo a cui il Jobs act è chiamato a dare delle risposte. I giovani italiani, infatti, non solo non trovano lavoro o addirittura non lo cercano più, ma rispetto ai loro coetanei europei sono anche quelli che studiano meno. Secondo un’indagine pubblicata recentemente da Eurostat (Istituto di statistica europeo) il numero dei laureati in Italia, nella fascia d’età tra i 30 e i 34 anni, è il più basso d’Europa di poco superiore al 20% mentre l’Irlanda, prima in classifica, ha superato il 50%. E l’Italia è in fondo alla classifica anche per l’abbandono scolastico nei giovani tra i 18 e i 24 anni, posizionandosi al quintultimo posto seguita da Romania, Portogallo, Malta e Spagna.

alta (high – élevée) cercano (look for – cherchent) ormai (by now – maintenant) è stata soppiantata (has been replaced – l’espoir a été remplacé) rassegnazione (resignation – résignation) dare delle risposte (provide answers – apporter des réponses) rispetto a (compared to – par rapport à) indagine (survey – sondage) fascia d’età (age range – tranche d’âge) laureati (graduates – diplômés) il più basso (the lowest – le plus bas) classifica (rankings – classement) in fondo ( at the bottom – au fond) abbandono scolastico (dropping out of school – décrochage scolaire) quintultimo (last but four –cinq places avant le dernier)

Giovani in protesta

Giovani in protesta

Un quadro allarmante quello dipinto dagli istituti statistici che parla di una intera generazione che soffre e che non crede nel proprio futuro. Una generazione che  attende delle risposte e che, qualora il mercato del lavoro dovesse restare stagnante, sarebbe pronta a lasciare l’Italia per andare a costruire il proprio futuro all’estero ingrossando le fila dei nuovi emigrati italiani che già nel 2012 avevano superato il 30%.

attende (expects – attend) ingrossando le fila (swelling the ranks – grossissant les rangs)

Pillole grammaticali: il periodo ipotetico

Il periodo ipotetico è composto da una frase principale e da una frase secondaria introdotta da se.

Quando il verbo della frase principale è al modo indicativo anche la frase secondaria è all’indicativo.

Es: Se starò meglio verrò

      Se mangio tutto, rischio di stare male

Il Jobs act del governo Renzi, se sarà approvato, darà ossigeno all’asfittico mercato del lavoro

In questo caso si esprime un’ipotesi reale: potrei davvero stare male se mangiassi tutto

 

Quando il verbo della principale è al condizionale, la frase secondaria è al congiuntivo

Se la frase princiaple è al condizionale presente, la frase secondaria è al congiuntivo imperfetto

Es: Guiderei volentieri, se avessi la patente

Qualora il mercato del lavoro dovesse restare stagnante, sarebbe pronta a lasciare 

In questo caso l’ipotesi è un fatto possibile, ma non realizzabile perché non ho la patente

Se la frase princiaple è al condizionale passato, la frase secondaria è al congiuntivo trapassato

Es: Sarebbe venuto, se avesse avuto la macchina

      Non avrebbero votato il provvedimento se non fosse stato ripristinato il testo licenziato dall’esecutivo

In questo caso l’ipotesi si presenta come un fatto irreale perché ormai già passato

Attenzione: nella lingua parlata si tende anche usare l’imperfetto al posto del congiuntivo e del condizionale

Es: Veniva se aveva la macchina

Il periodo ipotetico può anche essere introdotto da purché, qualora, nel caso in cui, a patto che, nell’eventualità che, nell’ipotesi che, sempre seguiti da congiuntivo

Es: Qualora il mercato del lavoro dovesse restare stagnante, sarebbe pronta a lasciare 

 

http://www.italiano-online.it/periodo_ipotetico.html

http://www.scudit.net/mdgrillo_ese.htm

http://parliamoitaliano.altervista.org/periodo-ipotetico-i-tre-periodi/

Buon Lavoro!

 

 

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