Nelle Marche un sentiero di fiori rari porta ad un eremo scavato nel tufo (B2-C1)

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6 maggio 2014 di Paola Gagliano

Il bosco è silenzioso e bellissimo. Ontani neri, gigli rossi, orchidee piramidali e molte altre specie rare accompagnano la passeggiata lungo un sentiero suggestivo che, ad ogni passo, si carica di spiritualità. Fino a quando, dopo poche centinaia di metri, si apre una profonda gola naturale e il misticismo del bosco prende corpo in piccole grotte scolpite nell’arenaria. È l’Eremo delle Grotte di Cupramontana, nelle Marche, detto anche Eremo dei Frati Bianchi, luogo di penitenza e preghiera sin dall’XI secolo, quando alcuni monaci camaldolesi lo scelsero per scavare le prime celle penitenziali. L’Eremo dei Frati Bianchi, secondo la tradizione,  è stato, infatti, fondato da San Romualdo intorno all’anno 1000, ma la prima testimonianza scritta circa l’esistenza di grotte scavate in questo sito si ha solo a partire dal 1294, quando furono abitate dagli eremiti Giovanni Maris e Matteo Sabbatini, che vi restarono circa trent’anni. Le grotte, che ora sono in fase di progressiva ristrutturazione, ebbero, inoltre,  un ruolo abbastanza importante dal 1420 al 1466, perché diedero riparo ai Fraticelli dell’Opinione che si rifugiarono qui per non essere perseguitati dalla Chiesa come eretici.

ontani (alders – aulnes) gigli (lillis -lis) orchidee piramidali (pyramidal orchids – orchidées pyramidales) passo (step- pas) gola (gorge) prende corpo (takes shape- prend forme) grotte (caves – grottes) scolpite (carved – creusées) arenaria (sandstone -grès) Eremo (hermitage) frati (friars – frères) penitenza (penance -pénitence) scavare (to dig – creuser) a partire da (starting from – à partir de) diedero riparo (gave shelter – donèrent refuge)

A partire dal XV secolo l’eremo fu abitato ed utilizzato dall’ordine Camaldolese che realizzò i corpi in muratura ancora visibili e addossati alla parete tufacea e la “corona di 5 laure”: un gruppo di celle formate da piccole casette ognuna separata dalle altre, dotate di un orto ciascuna e di recinto, ma con una chiesa in comune.

Una meraviglia architettonica, immersa in un’area floristica protetta attraversata da un ruscello, detto Fossato del Corvo, il cui scorrere lento scandisce un tempo che qui sembra dilatarsi fino a diventare eterno. L’eremo è, altresì, famoso per essere stato dimora di beati e santi, tra cui il beato Paolo Giustiniani, che nel 1520 qui pose i fondamenti della costituzione della congregazione benedettina camaldolese di Monte Corona. Inoltre tra queste rovine monumentali sono nate molte poesie di Luigi Bartolini nato a Cupramontana nel 1892 e autore tra l’altro del famoso film di Vittorio De Sica, Ladri di Biciclette.

muratura (masonry – maçonnerie) addossati a (leaning against -appuyés contre ) dotata (equipped – équipée) recinto (fence – clôture) immersa (surrounded by -entouré par) ruscello (stream – ruisseau) scorrere (scroll -défilement) scandisce un tempo (beats a time – bat un temps) dilatarsi (to exapand – se dilater) dimora (home -maison) pose i fondamenti (laid the foundations – a jeté les bases)

Poco distante da Cupramontana, ai margini del bosco, si erige un altro complesso monastico camaldolese, l’Eremo dei Frati Neri, chiamato anche Romitella delle Mandriole. Qui, la chiesa di San Giacomo ricostruita più volte, l’ultima tra il 1782 e il 1786 ad opera di monaci francescani subentrati ai camaldolesi, conserva al suo interno un bell’altare in terracotta smaltata di produzione locale e risalente al 1529. Infine, proseguendo la passeggiata sulla collina che sovrasta il bosco, si trova il castello di Poggio Cupro, dove si respira un’aria medievale e si può ammirare l’affresco del XVI secolo della “Madonna con Bambino” .

La campagna di Cupramontana (Marika Bonci)

La campagna di Cupramontana (Marika Bonci)

La visita a Cupramontana non può terminare senza un sorso di vino. I monaci benedettini e camaldolesi non hanno, infatti lasciato agli abitanti del posto solo suggestive opere architettoniche e religiose, ma si deve a loro anche l’introduzione della coltivazione della vite e della produzione del vino che ha fatto, oggi, di questa parte d’Italia, la “Capitale del Verdicchio”.

poco distante (not far from – non loin) ai margini del bosco (at the edge of the forest – à la lisière de la forêt) si erige (stand – se trouve) più volte (several times – à plusieurs reprises) ad opera (by – par) subentrati (succeeded -succéder à) conserva (houses – abrite) altare (altar -autel) smaltata (polished – vitré) risalente (dating back -datant de) che sovrasta (overlooking – surplombant) un sorso (a sip -gorgée) si deve a loro (it was due to them – c’est grace à eux que)

Pillole grammaticali: Avverbi di quantità e aggiuntivi

Gli avverbi di quantità sono quegli avverbi che esprimono la misura di un’azione, di un aggettivo o di un altro avverbio. I principali avverbi di quantità sono: nulla, niente, poco, alquanto, parecchio, abbastanza, molto, assai, troppo, tanto, quanto, appena, più, meno, affatto (= del tutto), ecc..

 

Es: Orchidee piramidali e molte altre specie rare accompagnano la passeggiata

Dopo poche centinaia di metri, si apre una profonda gola naturale

Le grotte ebbero un ruolo abbastanza importante dal 1420 al 1466

La chiesa di San Giacomo ricostruita più volte

A questi si possono aggiungere gli avverbi aggiuntivi cioé che servono ad aggiungere qualcosa al verbo o all’intera frase. I principali avverbi aggiuntivi sono anche, almeno, altresì, pure, inoltre, ancora, neanche, neppure, perfino, circa, quasi. Le più comuni locuzioni avverbiali di quantità sono: di più, di meno, a un di presso, all’incirca, press’a poco o presso a poco, né più né meno, per nulla, ecc.

Es: Vi restarono circa trent’anni

Detto anche Eremo dei Frati Bianchi

L’eremo è, altresì, famoso per essere stato dimora di beati e santi

Inoltre tra queste rovine monumentali sono nate molte poesie

Ecco alcuni link per approfondire l’argomento:

http://www.oneworlditaliano.com/grammatica-italiana/avverbi-di-quantita.htm

http://www.scuolissima.com/2012/09/frasi-con-avverbi-di-quantita.html

Buon lavoro!

 

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