Ancora morti nel “Mare Nostrum”, agenzie umanitarie in allarme (C1-C2)

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23 settembre 2014 di Paola Gagliano

Una barcone carico di migranti nel mare Mediterraneo

Una barcone carico di migranti nel mare Mediterraneo

Quando arrivano sono esausti. Hanno gli occhi sgranati nonostante la stanchezza e i volti segnati dalla paura. Si muovono come fantasmi sulle banchine. Sono troppi, sempre di più i migranti che attraversano il Mediterraneo per scappare dalla guerra e dalla fame. E sono tanti, troppi, quelli che non arrivano mai. In soli tre giorni, (tra il 14 e il 16 settembre) ottocento sono stati inghiottiti dal mare sopraffatti dalle onde a cui avevavo affidato il loro futuro. È successo in un attimo. L’ennesima tragedia tra le acque. Sulla quale, però, si allunga lo spettro dell’omicidio volontario.

sgranati (wide open – grands ouverts) nonostante (despite – malgré) segnati (marked – marqués) banchine (docks – quais) sono stati inghiottiti (were swallowed up by – furent engloutis) sopraffatti (overwhelmed – submergés) avevano affidato (had entrusted – avaient confié) ennesima (nth – n-iéme)

Un momento della distribuzione del pasto su una nave della Marina

Un momento della distribuzione del pasto su una nave della Marina Militare

Alcuni superstiti avrebbero raccontato che sono stati gli stessi scafisti a speronare la nave per farla affondare. La Procura della Repubblica  di Catania ha aperto un fascicolo d’indagine. Ma non basterà a fermare le stragi. Cosi come non è bastata l’operazione “Mare Nostrum” della Marina militare italiana. Iniziata lo scorso 18 ottobre, dopo che oltre 300 migranti persero la vita nelle acque al largo di Lampedusa, l’operazione umanitaria, avviata e sostenuta esclusivamente dallo stato italiano, ha permesso di salvare più di centomila migranti e di individuare e arrestare centinaia di scafisti. Qualche giorno fa la fregata Euro ha sbarcato a Reggio Calabria 616 migranti, tra cui anche una bimba nata a bordo subito dopo il soccorso della mamma e di altri 90 persone da un gommone. Ma è un successo a metà.

superstiti (survivors -survivants) scafista (person who smuggles in exchange for money aliens into a country clandestinely across water – conducteur de bateau qui fait rentrer clandestins dans un pays en traversant la mer) speronare (to ram – éperonner) per farla affondare (to make it sink – pour le faire couler) fascicolo d’indagine (investigation file – dossier d’enquête) stragi (massacres) al largo (off – au large) individuare (identify – identifier) fregata (frigate – frégate) soccorso (rescue – sauvetage) gommone (dinghy – canot)

migranti 3

I migranti continuano a morire e le organizzazioni criminali a lucrare. Ecco perché da più parti nelle ultime ore si è levata la voce che chiama a maggiore responsabilità la Comunità Europea. A fine agosto, dopo mesi di appelli inascoltati, finalmente la commissaria europea per l’immigrazione, Cecilia Malmström, ha annunciato il lancio di una nuova missione Frontex (ente dell’Unione Europea che coordina il pattugliamento delle frontiere  aeree, marittime e terrestri) che da fine novembre dovrebbe affiancare la missione italiana con lei risorse umane e tecniche messe a disposizione dai paesi della comunità europea.

lucrare (to profit – tirer profit) ecco perché (that’s why – c’est pourqoi) si è levata (ita has raised – s’est levée) inascoltati (ignored – ingnores) pattugliamento (patrol – patrouille) frontiere (borders – frontières) affiancare (help – aider)

Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo. Le agenzie umanitarie sono in allarme. Il centro Astalli, insieme all’Unhcr, all’associazione Migrantes e ai principali enti di tutela temono che “Frontex plus” sia solo una mera possibilità la cui realizzazione dipenderà dall’impegno e dalla volontà degli stati europei. Ad amplificare i loro timori le discordanze tra le dichiarazioni della commissaria Malmstorm e il ministro dell’Interno italiano, Angelino Alfano. Per la prima “Frontex plus” sarà complementare a Mare Nostrum di cui rafforzerà l’intervento, per il secondo l’operazione Mare Nostrum sarà sospesa non appena “Frontex plus” sarà operativa. Una discrepanza di intenti che non può non preoccupare gli agenti umanitari i quali temono un aumento del numero dei morti.

è d’obbligo (is a must – c’est un must) enti di tutela (protection agencies – organismes de protection) temono (fear – craignent) impegno (commitment – engagement) discordanze (discepancies – divergences) dichiarazioni (statements – déclarations) non appena (as soon as – dés que) discrepanza (discrepancy – écart)

Bambini ssu una nave della Marina

Bambini su una nave della Marina

Inoltre Frontex si limiterebbe al pattugliamento e soccorso all’interno delle acque territoriali non spingendosi più nelle acque internazionali dove i militari italiani, in questi mesi, hanno salvato migliaia di persone. “L’Europa deve darsi da fare – ha detto Flavio di Di Giacomo, portavoce dell’OIM, Organizzazione internazionale per le Migrazioni in Italia. Sono le grandi navi della Marina militare che hanno salvato migliaia di vite anche in acque internazionali. L’emergenza umanitaria non riguarda solo l’Italia, ma tutta l’Europa perché il Mediterraneo è un mare europeo”.

non spingendosi più (not going anymore – sans plus aller) darsi da fare (get moving – se mettre au travail) portavoce (spokesman -porte-parole) non riguarda (doesen’t concern – ne concerne pas)

Il pattugliamento del mare non è sufficiente. Per il ministro dell’Interno Agelino Alfano “l’Europa dovrebbe recarsi in Africa e nei paesi di transito organizzare una sistema che freni l’esodo dei migranti”. Un’idea che potrebbe piacere a Giovanni La Manna, presidente del centro Astalli, che, a questo proposito, pone alla Comunità Europea un quesito: “una persona che oggi scappa dall’Iraq, dalla Somalia, dall’Eritrea e dalla Siria come fa ad arrivare in maniera legale in Europa per chiedere asilo?” Una domanda che al momento non ha trovato risposta, mentre l’esodo dei migranti continua e cresce il numero dei morti.

recarsi (to go – aller) freni (hold back – contient) a questo proposito (in this regard – à cet égard) quesito (question) chiedere asilo (seek asylum – demander asile) scappa (runs away -fuit)

Pillole grammaticali/ Negare per affermare

Oggi voglio soffermarmi su un aspetto della lingua italiana che risulta molto controverso: la doppia negazione usata per affermare.

La lingua italiana ha ereditato la struttura preverbale latina, per cui il non precede il verbo, ma non il principio secondo il quale la doppia negazione costituisce affermazione (duplex negatio affirmat): la doppia negazione non… mai/ neanche/ nemmeno/ più ecc…ha infatti valore negativo. Ma ci sono dei casi in cui due negazioni (non…non…) possono avere un valore affermativo.

Es: Una discrepanza di intenti che non può non preoccupare gli agenti umanitari (gli agenti umanitari sono preoccupati)

Non si può non ricordare il tuo sorriso (il tuo sorriso lo ricordo benissimo)

Non disse nulla fino a quando non si rese conto che suo figlio non andava bene a scuola (fino a quando si rese conto che…)

Non credo che non verrà (credo che verrà)

Bisogna, però, fare attenzione perché non sempre il significato della frase con la doppia negazione coincide con quello dell’affermazione corrispondente.

Es: Ho voglia di mangiare un gelato (mangio un gelato)

Non è che non abbia voglia di mangiare un gelato, ma sono a dieta (avrei voglia di mangiare un gelato ma non lo mangio)

 

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