Cheikh Tidiane Gaye, “cantore” della lingua italiana nato in Senegal (B2-C1)

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7 ottobre 2014 di Paola Gagliano

di Marina Colonna

Cheickh Tidiane Gaye

Cheikh Tidiane Gaye (foto: S. Cosentino)

In una cittadina del sud Italia, a Pianopoli, in provincia di Catanzaro, abbiamo incontrato Cheikh Tidiane Gaye, poeta e scrittore senegalese di nascita e italiano di adozione. Vincitore di numerosi premi letterari nazionali ed internazionali, è stato il primo africano a tradurre in italiano i versi di Léopold Sédar Senghor, celebre cantore della negritudine. In questo modo Cheikh è riuscito a coniugare due importanti obiettivi: difendere la cultura e la letteratura africana ancora ai margini in quest’era della globalizzazione in cui, invece, fervono le contaminazioni e le fusioni di diverse letterature e culture, e far emergere la sua italianità.

cittadina (small town – petite ville) negritudine (negritude – négritude) coniugare (to combine – combiner) ai margini (marginalized – marginalisé) emergere (to come to light – voir le jour)

La copertina del libro "Il cantore della negrititudine"

La copertina del libro “Il cantore della negrititudine”

“Ho scelto l’italiano come lingua di comunicazione – afferma Cheikh – perché ritengo che sia una lingua universale, musicale, bella e piena di sensazioni. L’uso della lingua italiana non spinge ad abbandonare le nostre realtà culturali, anzi, le rafforza e le consolida. L’italiano – dice – diventa, dunque, non più un mezzo di comunicazione, ma l’ago per unire i popoli che vivono e convivono in terra italiana”.

ritengo (I think – je crois) non spinge (does not lead – ne conduit pas) rafforza e consolida (reinforces and strengthens them- les renforce et les consolide) ago (needle – aiguille)

Non poteva certo mancare un personaggio così interessante ad un evento come Calafrika, a Pianopoli, il festival interculturale più importante del sud d’Italia. Appuntamento ormai consolidato, giunto alla sesta edizione, ideato e promosso dall’associazione culturale MigrAzione, attenta a considerare i processi di trasformazione del fenomeno migratorio in Italia e in Europa e, con gli occhi puntati al rapporto tra la dimensione macro-globale delle migrazioni e il loro radicarsi all’interno di precisi contesti locali. Lo scopo di questo festival (musica, prosa, laboratori, mostre di pittura, di fotografia) è quello di promuovere la cultura e la letteratura africana, attraverso uno scambio che mette al centro anche l’arte e la natura del luogo, in un contesto gioioso di riscoperta di sé e dell’altro. Con un interessante dibattito sui temi della negritudine e della letteratura nera, anche Cheikh ha dato il suo valido contributo.

consolidato (well-established -consolidé) ideato (conceived – conçu) radicarsi (take root – s’enraciner) precisi (specific – spécifique) scopo (purpose – but) scambio (exchange – échange) riscoperta (rediscovery redécouverte) valido (valuable – précieuse)

La copertina del libro "Prendi quello che vuoi ma lasciami la mia pelle nera"

La copertina del libro “Prendi quello che vuoi ma lasciami la mia pelle nera”

Cheikh è nato a Thiès (Senegal) nel ’71 e vive in Italia, ad Arcore, da quindici anni. Lavora in una società finanziaria di Milano come credit analyst. Parla un italiano perfetto con un pizzico di accento milanese. Certo, il suo arrivo in Italia non è stato traumatico, il suo bagaglio culturale gli ha consentito di lavorare da subito, e non ha conosciuto le umiliazioni e i disagi di tanti, forse troppi, suoi concittadini che nel nostro Paese arrivano con i barconi della vergogna. Il suo stato sociale gli ha permesso di vedere le cose da una diversa angolazione. Ha avuto modo e tempo di capire che il problema “non è quello di integrarsi, ma di riuscire ad interagire con una cultura che non è la propria”.

società finanziaria (finannce company – société de financement) pizzico (pinch – touche) bagaglio (background – milieu) gli ha consentito (has allowed him – lui a permis) disagi (hardships – souffrances) concittadini (fellow-citizens -concitoyens) barconi (boats – bateaux) vergogna (shame – honte) riuscire (to be eable – être capable)

“Senza mai rinnegare se stessi, – spiega – è necessario rispettare la cultura del posto in cui si vive, conoscerla e amarla. Anche gli italiani devono aprirsi verso nuovi orizzonti culturali, in simbiosi con l’altro. È questa la mia idea di universalità. L’accoglienza è un’altra cosa – aggiunge – Cheikh, “è un atto di civiltà, anche se è importante rilevare che l’Italia non avendo un passato coloniale come la Spagna, l’Inghilterra, non ha un progetto reale sull’immigrazione. È anche vero che non può questo Paese affrontare da solo un problema divenuto insostenibile. La questione Lampedusa deve essere risolta dall’ONU. Il mondo non può abbandonare Lampedusa. È fondamentale una politica comunitaria per affrontare il problema degli sbarchi. Sappiamo che sono in molti a voler entrare in Italia e sono clandestini. Su questo problema, invece, l’Italia deve sforzarsi e trovare una soluzione. La politica deve lasciare i suoi interessi di partito. Meno parole e più fatti possono fare la differenza”. Cheikh insiste pure sull’importanza di incentivare le mediazioni culturali, “per apprezzare  ed amare la lingua e la terra in cui si sceglie di vivere”.

rinnegare se stessi (deny himself – se refuser) apririsi (to pone up – s’ouvrir) rilevare (to note – noter) affrontare (to deal with – traiter) sbarchi (landings – débarquements) sforzarsi (to endeavor – s’efforcer) pure (also – également)

Fra i suoi più recenti libri ricordiamo: “Prendi quello che vuoi ma lasciami la mia pelle nera”, con la prefazione del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia; L’antologia: Léopold Sédar Senghor: il cantore della negritudine.

Altri titoli di libri si possono consultare sul sito dell’autore: www.Cheikh Tediane Gaye.com

fra (among – parmi) cantore (poet – poéte)

Pillole grammaticali: verbi che reggono l’infinito preceduto da una preposizione

Molto spesso in italiano si trovano due verbi, il secondo dei quali è un infinito, con lo stesso soggetto che sono collegati tra di loro da una preposizione, il più delle volte la preposizione A o DI.

Nell’intervista a Cheickh Tidiane Gaye si trovano alcuni esempi di verbi che reggono un infinito preceduto da una preposizione.

Es: Cheickh è riuscito a coniugare due importanti obiettivi

L’uso della lingua italiana non spinge ad abbandonare le nostre realtà culturali

MigrAzione è attenta a considerare i processi di trasformazione

      riuscire ad interagire con una cultura che non è la propria”.

Cheickh insiste pure sull’importanza di incentivare le mediazioni culturali

il suo bagaglio culturale gli ha consentito di lavorare

Qui trovate un elenco dei verbi che reggono l’infinito con la preposizione A: http://www.locuta.com/Inf_a.html

e con la preposizione DI:

http://www.locuta.com/DI_INF.html

Ci sono, tuttavia, anche alcuni verbi che non richiedono l’utilizzo di una preposizione prima dell’infinito. Sono i verbi modali, (volere, potere, dovere), il verbo sapere (nel senso di essere capace) il verbo essere seguito da un aggettivo o un avverbio

Es: è necessario rispettare la cultura del posto in cui si vive

Sappiamo che sono in molti a voler entrare in Italia

È anche vero che non può questo Paese affrontare da solo un problema divenuto            insostenibile

L’Italia deve sforzarsi e trovare una soluzione

Ed ecco un link per esercitarsi un po’

http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=4401

Buon lavoro!

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