Era italiano l’irriverente fondatore di “Charlie Hebdo” (C1-C2)

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14 gennaio 2015 di Paola Gagliano

François Cavanna

François Cavanna

Era italiano il fondatore di “Charlie Hebdo”, il settimanale satirico francese la cui redazione mercoledi scorso è stata sterminata da due terroristi. Era  italiano, impertinente, anticonformista e cattivo e se ne vantava. Si chiamava  François Cavanna (è morto il 29 gennaio 2014), padre italiano della Val di Nure (Piacenza) e mamma francese, un autodidatta che dopo aver conosciuto il razzismo e l’emarginazione nei confronti degli immigrati italiani e aver lavorato come operaio, muratore e portalettere, negli anni sessanta fu l’artefice di una vera e propria rivoluzione nella letteratura e nel giornalismo satirico francese.

redazione (editorial staff – rédaction) se ne vantava (he boasted – il se vantait)  autodidatta (self-taught – autodidacte) muratore (bricklayer – maçon) portalettere (postman – facteur) artefice (architect – auteur)

charlie cavanneI suoi libri oggi si leggono nelle scuole ed il suo stile, parlato e divertente, è stato rivalutato fino a quasi essere considerato elegante. Nel suo libro più famoso “Les Ritals” (I Ritals), termine dispregiativo utilizzato per indicare gli immigrati italiani, racconta gli anni della sua infanzia all’interno della comunità italiana e del rapporto con il padre e la letteratura, conosciuta – dice  – grazie agli insegnanti della scuola pubblica e laica. Incapace di usare mezzi termini, i suoi scritti e le sue vignette alla fine degli anni sessanta demoliscono qualsiasi forma di ipocrisia e di pudore. Scandalizzano i benpensanti. Fanno discutere.

fino a quasi (up to almost – à presque) termine dispregiativo (derogatory word – mot dénigrant) indicare (to refer to – désigner) usare mezzi termini (using mincing words – mâcher ses mots) pudore (discretion – discrétion)

Derisione, indignazione e una punta di acidità sono le parole chiave dei suoi lavori costatigli negli anni processi e censure che non lo hanno fatto mai indietreggiare di un passo. Neanche quando, il suo primo settimanale “Hara-Kiri, giornale stupido e cattivo”, pubblicò un titolo irriverente per la morte di Charles De Gaule e venne censurato. La settimana dopo Cavanna era di nuovo in edicola. Assieme al suo compagno di avventura, il professore Charon, conosciuto nella redazione del giornale Zero qualche anno prima, non si lasciò piegare e in men che non si dica fondò un’ altra testata Charlie Hebdo, con la stessa redazione e lo stesso “cattivo gusto”.

punta (hint – supçon) indietreggiare (take a step back – prendre du recul) edicola (newsstand – kyosque) in men che non si dica (no time at all – moins de rien)  testata (newspaper – journal)

charlie hollandeFrançois Cavanna era convinto che la satira dovesse essere un pugno in bocca, un colpo all’arroganza e alla stupidità di tutti quei fanatismi che oscurano la ragione umana. E per questo si batté tutta la sua vita. Non da solo. Intorno a lui riusci a raccogliere giovani talentuosi come Wolinsky, Cabu, Gébé. Una banda di amici appassionati e provocatori – come amava definirli lui –  che in quegli anni usano matita e colori per abbattere le barriere dell’ipocrisia e tentare di portare il mondo dalla loro parte. L’avventura collettiva di Charlie Hebdo dura venticinque anni. Ma l’arrivo della sinistra al potere segna l’inizio del declino del settimanale che scompare definitvamente nel dicembre 1981.

pugno (fist – coup de poing) colpo (blow – coup) si batté (he fought – s’est battu) raccogliere (ta gather – rassembler) abbattere (to break down – briser) dalla loro parte (to their side – à leur côté) dura (lasts – dure) segna (marks – marques)

Je_suis_Charlie[1]Ma la voglia di rivalsa nei confronti del conformismo, dell’uniformità di pensiero, dei confini imposti alla ragione umana non muore. E negli anni ’90 Charlie Hebdo torna in edicola. E Cavanna e i vecchi della banda anche. A loro si uniscono dei giovani disegnatori (tra cui Charb il direttore del giornale satirico ucciso mentre teneva la riunione di redazione) che a diversi anni di distanza sono animati dallo stesso grido di rabbia che aveva portato alla nascita del settimanale negli anni sessanta. Processi e critiche non mancano. Charlie Hebdo non fa sconti a nessuno. Politici, capi di stato e religiosi tutti sono nel mirino della matita. “Non lasciamoci sopraffare – esortava Cavanna nel  maggio del 1994 in una lettera aperta – scriviamo, educhiamo i nostri figli, approfittiamo di tutte le occasioni per salvare dalla stupidità e dal conformismo tutti quelli che possono essere salvati” anche a costo di essere spregiudicati e irriverenti perché “un clima di intolleranza, di fanatismo e ditattura teaocratica si sta espandendo a macchia d’olio e il ventunesimo secolo rischia di essere un secolo di persecuzioni e roghi”.

 rivalsa (revenge – vengeance) a diversi anni di distanza (several yars later – plusieurs années plus tard) rabbia (anger – colère) non fa sconti a nessuno (cannot make allowances for anybody – être indullgent envers) nel mirino (in the sights – dans le collimateur) non lasciamoci sopraffare (not let us to be overwhelmed – ne soyons pas submergés) approfittiamo (take advantage – profitons) a costo (at the cost – au prix) spregiudicati (unscrupulous – sans scrupulus) si sta espandendo a macchia d’olio (is spreading like a wildfire – se répand comme un traînée de pudre) roghi (fires – incendies)

Un manifesto profetico che sopravvive ad ogni attacco. Charlie Hebdo oggi è in edicola perché, che si condividano o no le sue posizioni, la libertà di espressione è un valore di tutti e va salvaguardato. Je suis Charlie!

condividano (share his views – partage son point de vue)

Ortografia: la regola di mp e mb

È uno degli errori più comuni commessi dai bambini italiani che cominciano a scivere, ma spesso la corretta grafia di parole come bambino, compito, bambola rappresenta un ostacolo anche per molti studenti stranieri.

La regola è semplicissima: davanti alle consonanti “b” e “p” si usa sempre la consonante “m

impertinente, impossibile, bambino, compito

Rappresentanto una eccezione solo le parole composte da “bene”

Benpensante, benportante

Buon lavoro!

 

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7 thoughts on “Era italiano l’irriverente fondatore di “Charlie Hebdo” (C1-C2)

  1. Norberto ha detto:

    Mi piacerebbe avere le referenze delle espressioni, anche in spagnolo. Grazie

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  2. Stéphanie ha detto:

    Brava e grazie tante per il tuo articolo su Cavanna e Charlie.

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