Moda da mangiare con gli occhi in mostra ai Mercati di Traiano (B2-C1)

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28 maggio 2015 di Paola Gagliano

eleganza cibo 1

I mercati di Traiano

I mercati di Traiano

Un abito di liquiriziaricami di biscotti e salatini, orecchini a forma di forchetta. E ancora uova fritte, piselli e asparagi. La moda da mangiare con gli occhi, non va in scena in passerella ma nella straordinaria cornice dei Mercati di Traiano, nel museo dei Fiori Imperiali a Roma, dove dal 19 maggio è aperta la mostra  ‘L’eleganza del cibo. Tales for food and fashion”, celebrazione del connubio tra la moda e il cibo italiano. Ideata nell’ambito degli eventi organizzati a Roma e Milano in linea con i temi dell’Expo 2015, la mostra, promossa  dall’ Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma, dalla Regione Lazio e da Unindustria, esalta la contaminazione tra le culture della moda e quelle della nutrizione, raccontando quanto il gusto dei buoni piatti e dei  prodotti italiani abbia influenzato la matita dei grandi maestri stilisti.

liquirizia (licorice – réglisse) ricami (embroidery – brodery) salatini (pretzels -bretzels) passerella (catwalk – passerelle) cornice (setting – cadre) connubio (marriage – mariage) nell’ambito (as part of – dans le cadre) abbia influenzato (has influenced – ont influencé)

Un collier con forchetta e spaghetti

Un collier con forchetta e spaghetti

Acqua, Aria, Terra, Fuoco. I quattro elementi naturali sono il filo conduttore della mostra che, curata da Stefano Dominella e da Bonizza Giordani Aragno, si articola passando dal tessuto al ricamo, dall’abito all’accessorio, conducendo il visitatore  in un percorso ideale attraverso la moda degli ultimi 50 anni e del suo stretto rapporto con il cibo e il “richiamo alla natura”. “La moda veste il corpo, lo abbellisce, lo esalta e lo protegge – si legge nel comunicato stampa degli organizzatori – Il cibo lo attraversa, lo nutre e lo penetra. La moda ciba la mente, il cibo nutre il corpo. All’interno delle sale museali sono allestite differenti aree, dedicate alla contaminazione tra moda e nutrizione, moda ed ecosostenibilità, moda ed energia. Abiti, accessori, immagini fotografiche, video mapping e visual-art costruiscono un percorso creativo contemporaneo in cui il Made in Italy è espressione evidente di come e quanto la moda ha saputo trarre ispirazione dalla nutrizione”.

tessuto (fabric –  tissu) sono allestite (are set up – sont mis en place) ecosostenibilità (ecosustainability – durabilité ecologique) trarre ispirazione (draw inspiration – a su s’inspirer)

Un vestito di radici di liquirizia

Il vestito di radici di liquirizia di Tiziano Guardini

 “Mi sono interrogato spesso in questi ultimi anni circa il parossismo che sta focalizzando la nostra attenzione – ha detto il curatore Stefano Dominella – Da una parte l’edonismo, la cura del corpo, l’essere magri ed in forma ad ogni costo, dall’altra il “tam tam” mediatico e pubblicitario sul cibo, sul gusto e sulla golosità in genere che innesca un’ansia alimentare. E la moda? Raccoglie e assorbe tutte queste sollecitazioni e le interpreta con ironica creatività. Da sempre. È in questo clima da “Dolce Vita” dell’alimentazione che ho maturato l’idea di una mostra che coniugasse moda e cibo. Per sorridere di questa “strana coppia”, ma anche per approfondire e sensibilizzare le mille sfumature legate ad essa, non per ultimo il rispetto per la natura e per l’ambiente.

parossismo (paroxysm – paroxysme)   golosità (greedness – cupidité) in genere (usually – habituellement)  innesca (triggers – déclenche) sollecitazioni (stresses – contraintes) coniugasse (combined – combine) ho maturato (I developed – j’ai developé) approfondire (deepen – approfondir) sfumature (shades – nuances)  non per ultimo (not least – pas de moins)

Un progetto che grandi nomi dell’alta moda italiana hanno deciso di sposare mettendo in mostra alcuni tra i loro abiti ispirati ai colori e ai sapori del cibo. Tra le 160 opere  in mostra c’è una creazione di Giorgio Armani ispirata al bambù, pianta sempre più in voga nell’industria ecosostenibile,  metafora di un’eleganza che eleva a poesia tessuto e disegno. C’è Etro  che ha fatto suo lo slogan “Noi siamo ciò che mangiamo”, colorando le meravigliose stampe della Maison di pasta e crostacei crudi, creando composizioni grafiche in cui i pranzi, italianissimi nella loro rappresentazione, si trasformano in un caleidoscopio di cibo.

sempre più in voga (more and more popular – de plus en plus populaire) stampe (prints – impressions)crostacei (raw crustaceans – crustacés crus)

Il vestito di pane di...

Il vestito di pane di Gattinoni

Ci sono Agatha Ruiz de la Prada che da sempre ci stupisce con decorazioni che richiamano il cibo e Gattinoni che ha dedicato un’intera collezione di alta moda al cibo, con il “bread dress” con bustier scolpito con vere spighe di grano e pantaloni in juta ricamati con biscotti e salatini glassati e cristallizzati. Il giovane designer Tiziano Guardini ha scelto, invece, vere radici di liquirizia per realizzare il suo abito “Natural Couture” eco-sostenibile e Salvatore Ferragamo, pioniere nell’utilizzo di materiali poveri come sughero, rafia e canapa, esibisce alcune delle sue calzature più famose tratte dal prezioso archivio storico della fondazione a lui dedicata. Antonio Marras, affonda le radici della creatività nella sua terra di origine, la Sardegna, e mette in mostra abiti con ricami-richiami alla natura, mentre Moschino tratta il cibo con ironia e come strumento di denuncia sociale. In mostra anche Ken Scott, il giardiniere della moda, colui che tra i primi ha scelto di inneggiare al food attraverso vivaci stampe che diventano “meraviglioso orto” da indossare e Laura Biagiotti che espone abiti caratterizzati da un florilegio colorato simbolo di una “natura di tessuto”.

Il percorso espositivo, inoltre, è arricchito dalle fotografie dell’artista coreana Yeonju Sung, un viaggio onirico che racconta attraverso 8 immagini come il cibo possa dialogare con l’abito e assumerne le forme. Perché, anche se sulle passerelle sfilano sempre più spesso modelle magrissime, questa mostra dimostra che il cibo è eleganza, soprattutto quando è Made in Italy.

ci stupisce (amazes us – nous surprend) spighe di grano (ears corn – épi de mais) radici (roots – racines)  sughero, raffia e canapa (cork, raffia and hemp – liége, raphia et chanvre) esibisce (exhibits – présente) calzature (shoes – chaussures) tratte (taken – tirées) giardiniere  (gardener – jardinier) inneggiare  (to praise – feliciter) orto (vegetable garden – potager)  onirico (dreamlike – onirique) dialogare (interact – interagir)

Modi di dire con il verbo mangiare

Mangiare con gli occhi

Usata in senso figurato questa espressione uol dire avere talmente voglia di qualcosa o qualcuno da fissarla initerrottamente

Es: Non mi dire che non ti piace Giovanna perché ho visto che te la sei mangiata con gli occhi

Mangiare coi piedi

Non sapere stare a tavola, mangiare in maniera ineducata, anche suscitando schifo negli altri commensali, come se invece delle posate si usassero i piedi.

Es: Il figlio di Caolina mangia con i piedi

Mangiare come un re

Mangiare benissimo, gustare piatti prelibati quali si suppone siano quelli serviti alla tavola di un re.

Es. In quel ristorante ho mangiato come un re

Var.: mangiare da re; mangiare come un principe

Mangiare la foglia

Intuire una situazione, comprendere un’allusione, capire immediatamente come stanno le cose dietro una falsa apparenza.

Es: Elio ha mangiato la foglia e mi ha retto il gioco

Mangiare a quattro palmenti

Mangiare voracemente, con ingordigia e in abbondanza. Anche figurato, per indicare chi si procura guadagni, magari illeciti, attingendo a fonti diverse. Il palmento è ognuna delle due macine del mulino ad acqua; il fatto di usarne addirittura il doppio sottolinea il concetto di voracità.

Es: Maria mangia a quattro palmenti

Mangiare a sbafo

Farsi mantenere, mangiare senza pagare e senza dare nulla in cambio.

Es: Non sopporto le persone che mangiano a sbafo

Mangiare come un bue

Mangiare moltissimo, in continuazione, come si presume faccia un bue.

Es: Ieri sera ho mangiato come un bue

Mangiare come un uccellino

mangiare pochissimo, tanto quanto basterebbe a un guccellino.

Es: Sono preoccupata perché mia figlia mangia come un uccellinoi

Mangiare come un porco/ maiale

Mangiare avidamente, con ingordigia e in grande quantità. Anche mangiare in maniera rumorosa o comunque maleducata, suscitando schifo negli altri commensali.

Es: Hai visto quell’uomo, mangia come un porco

Mangiare per due

Mangiare moltissimo, quanto basterebbe a due persone. Usato anche per alludere allo stato di gravidanza di una donna.

Es: Da qualche giorno ho molta fame che mangio per due

Mangiarsi vivo qualcuno

Aggredire una persona, offenderla o attaccarla con grande violenza, in genere per ira o esasperazione.

Es: Mi sono talmente arrabbiata che me lo sono mangiato vivo

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One thought on “Moda da mangiare con gli occhi in mostra ai Mercati di Traiano (B2-C1)

  1. […] My thanks to Mary Ann Fusco for bringing to my attention an exhibition at Mercati di Traiano in Rome through November 1 that examines how food has served as muse to fashion designers. You don’t need to understand English to admire, as Mary Ann advises, the spaghetti necklace and licorice root and bread dresses depicted in this story in Italyamonews. […]

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