Pupi siciliani, il capolavoro dell’umanità finisce all’asta (B2-C1)

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27 ottobre 2015 di Paola Gagliano

pupi carlo magnoLa Storia dei Paladini di Francia non andrà più in scena nel “Teatro dei pupi” di Acireale. Una parte importante dell’Opera dei Pupi, riconosciuta nel 2001 patrimonio orale e materiale dell’umanità dall’Unesco, è finita,  infatti, all’asta. Da tempo la sala del teatro resta vuota e così Vincenzo Abbate, imprenditore teatrale, erede e memoria storica dell’antica cooperativa “Teatro Emanuele Macri di Acireale”, ha deciso di vendere all’asta più di 100 pupi siciliani. Angelica, il Sultano Solimano, Armida, Goffredo di Buglione e il re Aladino, Il Diavolo e la Maga. E poi cavalieri e soldati saraceni, i servitori e le damigelle. Tutti preziosi pezzi storici del teatro di Acireale che, assieme a circa 330 grandi cartelloni raffiguranti scene della Chanson de Roland, sono venduti all’incanto dallo scorso 20 ottobre dalla Galleria Pananti Casa d’Aste Pananti di Firenze .

pupi (puppets – marionettes) vuota (empty – vuota) imprenditore (entrepreneur) erede (héritier è heir) vendere all’asta (to auction – mettre aux enchères) damigelle (young ladies – demoiselles) cartelloni (posters – affiches) raffiguranti (depicting – représentant) all’incanto (at auction – aux enchères)

pupi 1È un pezzo di storia della Sicilia quello messo all’asta. La tradizione del teatro dei pupi siciliani è antichissima e per secoli è stata l’unica forma di arte e spettacolo accessibile per le classi più povere. Le gesta cavalleresche dei paladini di Carlo Magno in lotta contro i Saraceni hanno rappresentato un appuntamento fisso per molti sicliani che ogni sera si recavano a teatro per assistere ad una nuova puntata delle imprese dei loro eroi. Ma i tempi sono cambiati e senza nascondere un po’ di malinconia Abbate deve ammettere che non è la prima volta che è costretto a mettere in vendita l’immenso patrimonio di Pupi e cartelloni. “Ci successe già qualche anno fa – spiega – ma allora la Regione Sicilia intervenne, acquistò i pupi e aprì un museo proprio qui ad Acireale. Oggi, purtroppo, anche la Regione ci ha abbandonati e non abbiamo altra scelta. La speranza è che con questa vendita potremo finanziare la messa in scena di spettacoli singoli per scolaresche e gruppi”.

gesta cavalleresche (chivalrous deeds – actes chevaleresques) in lotta (fignting – combattant) appuntamento fisso (fixture – pilier) si recavano (used to go – allaient)  per assistere (to watch – pour regarder)  puntata (episode – épisode) imprese (deeds – actes) Ci successe (it happened – il est arrivé) purtroppo (unfortunately – malhereusement) ci ha abbandonati (let us down – nous a deçu)

pupi 3I pupi messi all’asta appartengono alla tradizione di Acireale, ovvero alla terza scuola siciliana fondata da Mariano Pennisi nel 1887, ultimo discendente di una famiglia di pupari-cantastorie erranti che, seppure analfabeta, sapeva recitare a memoria L’Orlando furioso e la Gerusalemme liberata. “La tradizione di Acireale si differenzia da quella palermitana e catanese – spiega Vincenzo Abbate – poiché i pupi sono mossi dal manovratore su un palcoscenico a 1,20 m da terra, per dare più profondità alla visione delle scene da parte del pubblico. Inoltre i pupi di Acireale non piegano le gambe, come invece fanno quelli palermitani e sono più alti arrivando a misurare anche 1.30. Pennissi ci lavorò molto, prese le caratteristiche che riteneva più importanti di varie tradizioni teatrali e le mise insieme per offrire al pubblico uno spettacolo quanto più suggestivo possibile”.

erranti (wandering – errants) seppure analfabeta (though illiterate- même si analphabète) palermitana e catanese (from Palermo and Catania ones – de celles de Palermo et Catania) sono mossi dal manovratore(are moved by the manipulator – sont déplacés par le manovrateur) profondità (depth – profondeur) non piegano (don’t bend – ne plient pas) più alti (taller – plus grands) riteneva (considered – jugeait)

pupi 2L’opera dei Pupi nasce a Palermo nel 1750 e si diffonde in tutta la Sicilia in piccoli teatri, all’aperto e nelle piazze. Le storie raccontate sono quelle dei poemi cavallereschi classici, La Chanson de Roland, La Gerusalemme Liberata, a cui si aggiunse nella metà dell’ottocento la Storia dei paladini di Francia, scritta da Giusto Lo Dico, una maestro elementare che mise nero su bianco quello che fino ad allora era stato affidato esclusivamente alla tradizione orale dei cantastorie (più propriamente “cuntastorie” o “cuntisti”). La Storia – come viene definita dai pupari– è un’opera assai poderosa che inizia con la nascita e le primissime gesta di Carlo Magno e termina con la disfatta di Roncisvalle. Ecco perché veniva raccontata a puntate nel corso di un intero anno. Regista dello spettacolo era il puparo che, ancora oggi, si occupa di ogni singolo particolare della messa in scena. Dalla sceneggiatura alla scenografia, dall’allestimento della sala alla creazione dei pupi fino all’esecuzione dello spettacolo vero e proprio. È infatti il puparo che dà la voce a tutti i personaggi dando prova di una straordinaria capacità attoriale oltre che di una vivissima memoria.

si diffonde (spread thoughout – se propage) all’aperto (outdoors – en plein air)  maestro elementare (primary school teacher – enseignant de lécole primaire)  nero su bianco (on paper – su papier) era stato affidato (had been entrusted – avait été confié) pupari (peppeteer – marionnetistes) poderosa (formidable) disfatta (defeat – défaite) Regista (director – metteur en scéne) sceneggiatura (script – scénario) scenografia (set design -scénographie) allestimento (equipment – équipement) attoriale(as actor – comme acteur)

I pupi, con una struttura in legno erano riccamente decorati e cesellati e avevano delle vere e proprie corazze delle armi. Ogni pupo rappresentava un preciso paladino, caratterizzato per la corazza ed il mantello e gli spettatori usavano parteggiare per uno. I più amati erano certamente Orlando e Rinaldo, ma anche Carlo Magno, Angelica e Gano di Gonzaga avevano i loro sostenitori.

cesellati (chiseled – ciselés)  corazze (armor – armure) mantello (cloak -manteau) parteggiare (to favour – préférer) sostenitori (supporters

pupi 4“Il periodo più fervido per il nostro teatro – dice Abbate – è stato senza dubbio il novecento. Alla morte di Pennisi suo figlio adottivo Emanuele Macri continuò la sua tradizione riuscendo a portare i nostri pupi non solo fuori da Acireale, ma anche fuori dalla Sicilia e dall’Italia. Si susseguirono tournée all’estero e i pupi di Acireale parteciparono anche alle riprese di tre film: I Girovaghi, Aria d Taormina e Turi e i Paladin i. Oggi, purtroppo, il successo dei pupi è diminuito. La gente da tempo non viene più a teatro. Gli spettacoli quotidiani sono un lontano ricordo, riusciamo ad andare in scena solo una volta ogni quindici giorni. Troppo poco per riuscire a far fronte ai costi. Per ogni spettacolo abbiamo bisogno di almeno 7 persone (i manovratori) oltre al puparo ovviamente e poi ci sono tutti i costi di gestione del teatro e del laboratorio dove continuiamo a fabbricare nuovi pupi o ad aggiustare quelli già esistenti. Purtropo senza aiuti non possiamo farcela e siamo costretti a vendere il nostro patrimonio”. Un patrimonio che è stato dichiarato capolavoro dell’umanità, ma che l’umanità rischia di perdere.

fervido (productive) si susseguirono (came in succession – il y a eu une succession) riprese (shooting – filmage) a far fronte (to meet – couvrir)

Modi dire con i colori bianco e nero

Mettere nero su bianco

mettere per iscritto. Si usa generalmente riferendosi a contratti, accordi o simili, per evitare malintesi e garantire due parti magari un po’ diffidenti.

Prendere bianco per nero

Cadere in un errore marchiano; capire una cosa per un’altra, sbagliandosi grossolanamente.

Non distinguere il nero dal bianco

Vederci male. Anche in senso figurato, non capire le cose per mancanza d’intuito o d’intelligenza o perché si è distratti o svagati.

Anche le mucche nere danno il latte bianco.

In certi casi le differenze fisiche non danno differenze di contenuto

Da un uovo bianco pulcin nero

A volte genitori onesti hanno figli dalle caratteristiche opposte

È meglio il pan nero che dura, che il bianco che si finisce

Meglio acquistare qualcosa che dura nel tempo invece di qualocsa che si usura più velocemente

 

 

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2 thoughts on “Pupi siciliani, il capolavoro dell’umanità finisce all’asta (B2-C1)

  1. topo gigio ha detto:

    appuntamento fisso, direi piuttosoto: rendez-vous régulier

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